Costituire un'associazione: le domande frequenti.


Come in ogni campo, per fare le cose a regola d’arte il migliore supporto che si possa avere è un professionista specializzato. Pertanto, anche per costituire e gestire una associazione di qualunque tipo è bene che siate affancati sin dal primo giorno da un esperto in materia, in costante formazione; tutto ciò anche per evitare costi inutili o ripetuti o, peggio ancora, contenziosi assurdi per i quali lo Studio Commercialista Bertolo Annarita è altamente qualificato. Per chiarire alcuni dubbi, vi proponiamo quindi alcune FAQ in merito.
Quanto ci si impiega a costituire un'Associazione?
Un’associazione non riconosciuta costituita tramite atto privato (Atto Costitutivo, Statuto, Regolamento Interno, Verbali d’Assemblea) in due settimane è fatta! Nel pacchetto si comprendono anche privacy, contratti con i vari collaboratori, contratti di sponsorizzazione e pubblicità, e tutta la modulistica necessaria (domane di ammissione a socio, richiesta di rimborsi spese, ecc.).
Come fare a costituirla e quanto costa?
Come fare… basta rivolgersi al mio studio con le idee ben chiare! Per i costi, siamo intorno ad € 800,00 (pacchetto completo di imposta di registro, imposta di bollo, registri, verbali, comunicazioni ai vari uffici, ecc.); a questo rimborso spese si deve poi aggiungere il mio onorario.
Quante persone servono per costituirla?

Benchè il codice civile preveda 3 soci, sarebbe opportuno che ad ogni carica del consiglio direttivo corrispondesse un socio:

-Presidente
-Vice Presidente
-Segretario
-Tesoriere
-Consigliere.

Quali sono le agevolazioni fiscali?

In pillole, se si opta per la legge 398/91 e seguenti modifiche, l’IRES viene calcolata su un reddito d’impresa, derivato dall’attività commerciale esercitata, calcolato in modo forfettario in misura pari al 3% dell’ammontare dei relativi proventi, aggiungendo l’intero importo delle plusvalenze patrimoniali; l’IVA invece si versa sui proventi commerciali, il cui limite è € 250.000, con una detrazione forfettaria

– del 50% dell’imposta relativa alle operazioni imponibili
– del 10% dell’imposta relativa a sponsorizzazioni
– di 1/3 dell’imposta per le cessioni o concessioni di diritti di ripresa televisiva e di trasmissione radiofonica.

Per accedere a questo regime agevolato, però bisogna rispettare alcuni requisiti e effettuare taluni adempimenti.

– REQUISITI SOGGETTIVI: Assenza di fini di lucro – Svolgimento di attività sportiva dilettantistica, riconosciuta dal CONI, compresa l’eventuale attività didattica – Affiliazione a federazioni sportive nazionali o a Enti di promozione sportiva – Atto costitutivo e statuto conformi alle disposizioni di legge.

– REQUISITI OGGETTIVI: Esercizio dell’opzione – Rispetto dei limiti dimensionali, ossia un plafond di € 250.000 scaturente dai proventi per attività commerciale.

– ADEMPIMENTI RICHIESTI: Versamento trimestrale dell’IVA – Conservazione e numerazione progressiva delle fatture d’acquisto – Obbligo di fatturazione per sponsorizzazioni, cessione di diritti radio, TV e pubblicità – Annotazione, anche con un’unica registrazione, entro il giorno 15 del mese successivo, dell’ammontare dei corrispettivi e di qualsiasi provento conseguiti nell’esercizio di attività commerciali, con riferimento al mese precedente, nel modello di cui al D.M. 11 febbraio 1997 – Annotazione separata, nello stesso modello di cui al DM 11/02/97, degli eventuali proventi che non costituiscono reddito imponibile, delle plusvalenze patrimoniali e delle operazioni intracomunitarie – Tracciabilità dei pagamenti ai sensi dell’art.25 della legge n. 133/99.

Basta solo il Codice Fiscale o ci vuole anche la Partita Iva?
Per ottenere le agevolazioni fiscali di cui al punto precedente, occorre avere anche la Partita Iva.
Che tipo di contabilità è consigliata?

Nel Maggio 2011 sono usciti i principi contabili per gli enti no profit (principio n. 1) a cura dell’Agenzia per le organizzazioni non lucrative di Utilità Sociale e del CNDCED. Lì elencati troverete le linee guida e gli schemi per la redazione del bilancio d’esercizio. Per dettagli e informazioni più specifiche, potete ovviamente contattare lo Studio.

Quali sono i verbali da tenere per le associazioni?
I verbali delle Associazioni Sportive Dilettantistiche sono il Verbale delle Assemblee, il Verbale del Consiglio Direttivo e il Libro Soci.
Come bisogna tenere i verbali?

Il LIBRO SOCI da utilizzare per annotare cronologicamente tutti i soci, con le relative generalità, quote associative pagate, eventuali esclusioni e/o recessi con relative motivazioni e riferimenti alla delibera, ecc. Tale libro può essere tenuto in forma libera, sia manualmente che in formato elettronico e gli elementi da annotare sono: informazioni anagrafiche dell’associato – data della richiesta di associarsi – data della delibera dell’adesione all’associazione e il numero cronologico di iscrizione – data in cui la persona non riveste più la natura di associato. Può essere tenuto per anno solare o per anno accademico.

Il LIBRO VERBALI DELLE ASSEMBLEE consente di annotare tutte le delibere assembleari, ordinarie e/o straordinarie. L’assemblea dell’associazione deve essere convocata almeno una volta l’anno previa convoca nei 15 gg precedenti (termine che varia a seconda dello statuto) per l’approvazione del bilancio consuntivo, preventivo e l’importo della quota associativa; per la sua convoca non è richiesta alcuna forma specifica, ove non espressamente previsto dall’atto costitutivo/statuto, mentre è necessario indicare l’ordine del giorno e l’ora di adunanza. La convocazione deve avvenire con modalità tali da garantire l’avvenuto ricevimento e la conoscenza da parte dell’associato. Dovrà inoltre essere effettuata in tempo utile per consentire la partecipazione, specificando gli argomenti oggetto di discussione.

Il LIBRO VERBALI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO infine consente l’annotazione dei verbali delle adunanze del Consiglio Direttivo, e in particolare quelle delibere che comportano un impegno organizzativo e/o economico in capo all’associazione quali per esempio quelle per ammettere i soci in seguito alla domanda di ammissione. Le conseguenze della loro totale omissione e/o irregolare tenuta, rischierebbero di minare il mantenimento della qualifica di ente non commerciale e di compromettere l’applicazione dei regimi fiscali di favore previsti, in quanto, ad esempio, non sarebbe possibile dimostrare che la gestione dell’ente sia ispirata a principi di democraticità e trasparenza.

Quali sono i dichiarativi fiscali da redigere?

I dichiarativi fiscali per le associazioni con partita IVA che hanno optato per la L. 398/91 sono

– Quadro VO di opzione L. 398/91 solo per il 1° anno
– Dichiarazione dei Redditi
– Dichiarazione Irap
– Modello 770 per le ritenute dei professionisti.

Sono esonerati dalla Comunicazione Annuale IVA, dalla Denuncia IVA ( a meno che ci siano stati Modelli Intrastat) e dagli Studi di Settore.

Soci e/o Tesserati?
Nulla vieta che vi siano soci o associati di società o associazioni sportive dilettantistiche che non siano tesserati ad alcuna Federazione o Ente di Promozione, e viceversa…
Informazioni

Studio Bertolo Annarita - Commercialista
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